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2017_01_26 POMERIGGI MUSICALI Direttore e pianoforte: Alexander Lonquich

Giovedì 26 gennaio 2017_01_26 ore 21.00
Sabato 28 gennaio 2017_01_28 ore 17.00
Generale aperta – giovedì 26 gennaio ore 10.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
72ª STAGIONE SINFONICA
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
Stagione 2016-2017
CONCERTO SINFONICO
Schumann, Hermann und Dorothea, op. 136, ouverture
Burgmüller, Sinfonia n. 2, in Re maggiore, op. 11
Mozart, Concerto per pianoforte n. 24, in do minore, K 491
Direttore e pianoforte: Alexander Lonquich
Orchestra I Pomeriggi Musicali
All’interno della 72ª Stagione sinfonica dei Pomeriggi Musicali torna un graditissimo ospite: Alexander Lonquich. Dopo aver guidato I Pomeriggi Musicali nell’esecuzione di tutti i concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven e avere regalato alla platea del Teatro Dal Verme cinque indimenticabili serate, il pianista e direttore tedesco torna ora sul podio per un programma che si apre con l’ouverture di Robert Schumann, Hermann und Dorothea.
Seguirà l’esecuzione della Seconda sinfonia di Burgmüller, opera incompiuta a causa della precoce morte del compositore e il cui Scherzo fu completato proprio da Schumann. In seguito, Lonquich siederà al pianoforte per eseguire il Concerto per pianoforte e orchestra n. 24 di Wolfgang Amadeus Mozart, uno dei due soli concerti mozartiani in tonalità minore, il più drammatico, e in cui a fianco del pianoforte protagonista anche l’orchestra detiene una parte preponderante, che sfocia maestosamente nell’inusuale tema con variazione del finale.

Biglietti
Interi  Primo Settore (Platea, dalla fila 1 alla 30): € 20,00 + prevendita
            Secondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla 40): € 14,50 + prevendita
            Balconata: € 11,00 + prevendita
Ridotti*          Primo Settore (Platea, dalla fila 1 alla fila 30) € 16,00 + prevendita
            Secondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla fila 40) € 12,50 + prevendita
            Balconata € 9,00 + prevendita
Biglietti per I Pomeriggi in anteprima
Interi  € 10,00 + prevendita
Ridotti*          € 8,00 + prevendita
* (Giovani under 26; Anziani over 60; Cral; Associazioni Culturali; Biblioteche; Gruppi; Scuole e Università)
Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano
Tel. 02 87.905.201
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00

Biglietteria on-line: www.ticketone.it

2017_07_14 TORRE DEL LAGO Puccini Omaggio alla Francia

TORRE DEL LAGO
63° Festival Puccini
Omaggio alla Francia
Il cartellone del 63. Festival Puccini in programma dal 14 luglio al 19 agosto affigge per 13 serate d'opera 5 titoli pucciniani: a fianco dei classici La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot, opere tra le più amate dal pubblico di tutto il mondo il Gran Teatro ospiterà un nuovo allestimento dell'opera La Rondine per celebrare l'anniversario dei 100 anni dalla prima rappresentazione avvenuta il 27 marzo 1917 a Monte-Carlo. 

2017_01_27 GIORNATA DELLA MEMORIA 2017

GIORNATA DELLA MEMORIA 2017
GABRIELE LAVIA PROTAGONISTA DEL CONCERTO DIRETTO DA ROLAND BOER


Alle ore 20.30 di venerdì 27 gennaio 2017 , data simbolo della Shoah, in occasione del Giorno della Memoria il Teatro Regio propone un concerto su musiche di Arnold Schonberg e Felix Mendelssohn-Bartholdy. Di Schonberg verranno eseguiti il poema Verklarte Nacht (Notte trasfigurata) e Un sopravvissuto di Varsavia per voce recitante, coro maschile e orchestra; di Mendelssohn si potrà ascoltare la Sinfonia n. 4 (Italiana).
L'Orchestra e il Coro del Teatro Regio sono diretti da Roland Boer.
Gabriele Lavia (Tonio) è l'interprete di Un sopravvissuto di Varsavia, uno dei più struggenti documenti musicali sulla tragedia dell'Olocausto. Maestro del coro è Claudio Fenoglio.
Il concerto ha ricevuto il sostegno della Comunità Ebraica di Torino.
Info: www.teatroregio.torino.it

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah.

Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah".

2017_01_27 GIORNO DELLA MEMORIA 2017 CASSOLNOVO

Venerdì 27 Gennaio 2017
TEATRO VERDI - CASSOLNOVO 
ore 10.00 per le scuole ore 21.00 per tutti
GIORNATA DELLA MEMORIA 2017
COMUNE DI CASSOLNOVO e 
ANPI sezione di Cassolnovo 
Invitano al ricordo e alla testimonianza
Dell’orrore della Shoah e dei lager nazisti 
TRIANGOLO BLU, TRIANGOLO ROSA, TRIANGOLO ROSSO…
LORO portavano
IL TRIANGOLO GIALLO
Concerto tematico dei CANTOSOCIALE 
STORIE, CANTI, MUSICHE...DIVERSE MEMORIE per STESSE DEPORTAZIONI di chi portava quei triangoli cuciti addosso 
" Prima vennero per i criminali e non parlai. Poi cominciarono a prendere gli ebrei e io non parlai anche quando presero gli scioperanti io non parlai. Quando internarono gli zingari e gli immigrati e insieme a loro i cattolici e dopo ammassarono gli omosessuali , eliminarono i disabili, io non parlai. Poi vennero per me e… non c’era più nessuno che potesse parlare.”
dai sermoni “Als die Nazis die holten” del rev.do Martin Niemoller
CARCANO Piero voce recitante, canto, animazione, percussioni, kazoo…
GRISOLIA Vittorio violino, mandolino, flauti etnici, ocarine, baghèt, armonica a bocca …
ROTA Gianni chitarra acustica, flauto traverso, voce, percussioni…
BURATTI Davide contrabbasso, basso elettrico, voce
ANZALDI Cristian chitarra classica, elettrica, fisarmonica, banjo, percussioni,voce …
Collaborazione di Ass Cult. ALAMBRADO - Archivio di Storia Orale "Fiorella Scaglioli"

ENTRATA LIBERA 
Info tel 3335740348

Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah.

Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah".

Note dei CANTOSOCIALE
DAI CAMPI DEL DOLORE
Storie, Canti, Musiche, Memorie di Deportazione
" Poiché grazie a Dio abbiamo avuto a Dachau alcune giornate di gelo, abbiamo finalmente potuto risolvere il problema degli esperimenti di sopravvivenza di soggetti esposti all'aria aperta a temperature bassissime. I soggetti immersi in acqua a temperatura da 2° a 10° sono stati poi lasciati all'aperto a temperature di diversi gradi sotto lo zero….Per più di 260 esperimenti ho registrato 98 casi mortali…in alcuni casi i soggetti, per lo più prigionieri russi o di razza zingara, sono sopravvissuti contro ogni ragionevole previsione."
dal Rapporto provvisorio concernente gli esperimenti di ipotermia nel campo di Dachau"
inviata dal resp Dr Rascher ad Himmler 4 Aprile 1943.

Il gruppo dei CANTOSOCIALE in collaborazione con l'associazione culturale ALAMBRADO e l'Archivio di storia Orale e Popolare "Fiorella Scaglioli" presenta DAI CAMPI DEL DOLORE un concerto-testimonianza in memoria e per tener viva la memoria dell'Olocausto e tutte le le vittime dei Lager:.
I diversi percorsi che hanno portato le vittime della follia nazista ai Campi dell'Orrore: dagli ebrei ai rom ai russi, agli omosessuali, a quelli politico sindacali, i renittenti alla leva,i disertori, i religiosi, gli asociali, i disabili, i malati di mente.
Un percorso dalla cattura al viaggio alla vita nei campi di concentramento caratterizzato dall'orrore e talvolta dalla speranza e poi il lavoro massacrante, la fame, la paura, la morte. Nello spettacolo che è al terzo anno di repliche dopo essere stato rappresentato in numerosi centri del nord Italia,le storie, i pensieri, le testimonianze emergono dai monologhi costituiti da letture di poesie e da racconti e soprattutto canti e canzoni che li contestualizzano. Una lettura frutto di ricerche sul filo della memoria e del racconto orale in linea con il lavoro che accompagna da sempre i Cantosociale. I canti e le musiche di diversa provenienza anche etnica, provengono in gran parte dai lager e sono spesso frutto di rifacimenti di canzoni d'epoca,popolari e militari, di melodie che venivano cantate addirittura dagli stessi aguzzini delle SS e venivano poi riproposte dai deportati con nuovi testi dissacranti. forti da testimonianze, poesie che entrano nei monologhi e soprattutto da canti e canzoni.. Canti divenuti in gran parte simbolo in diverse nazioni, dell'opposizione all'occupazione nazista; capaci di aggregare persino accompagnare talvolta atti di ribellione. Alcuni canti sono in forma di preghiera corale, per infondere speranza e forza morale a dispetto delle condizioni tragiche in cui si era costretti vivere. Versi di incredibile forza riescono a parlare d'amore a dispetto dell'orrore, come la "Ninnananna del crematorio" scritta da un deportato costretto a portare il cadavere del proprio figlio e della moglie dalla camera a gas all'inceneritore, altri addirittura riescono ad ironizzare anche sulle camere a gas. Non mancheranno le musiche persino le danze della tradizione popolare yddish e zingara . Per questo sono state appositamente recuperate dall'oblio alcune canzoni d'autore appositamente riarrangiate,come del resto gli altri brani di repertorio. Tra queste "Se il cielo fosse bianco di carta" di Ivan Della Mea, un omaggio all'autore recentemente scomparso tratto dalla lettera del ragazzo galiziano Chaim lanciata oltre il filo spinato del lager di Pustkow e straniera come "Yellow Triangle"del cantautore irlandese Christy Moore sui diversi triangoli cuciti sui cappotti che contraddistinguevano le diverse categorie di deportati e "Tredici milioni di uomini " dei Cantacronache sull'assurdità del genocidio ebreo.
Musiche e brani originali dei Cantosociale infine riporteranno alla giusta attenzione anche le vicende degli I. M. I., gli internati militari italiani catturati e costretti al lavoro coatto nei campi dai nazifascismi, il loro rifiuto ad aderire al nazifascismo dopo l'8 settembre li obbligherà a umiliazioni, lavoro duro e soprattutto la fame e per molti oltre 60.000 su 600.000 li porterà alla morte.
Per finire canzoni originali del gruppo(alcune frutto di rielaborazioni di poesie d'autore) toccheranno gli altri gruppi di deportati; appunto gli asociali, i malati di mente, i poltici-sindacali …
info:www.cantosociale.it PieroCarcano cell: 3335740348
email: pierocarcano3@gmail.com pagina facebook:cantosociale

2017_01_22 Torna in scena al Teatro di Milano la storia dei giovani amanti di Verona

Domenica 22 Gennaio 2017_01_22 ore 16:00
Sabato 28 Gennaio 2017_01_28 ore 20:45
Domenica 29 Gennaio 2017_01_29 ore 16:00
Teatro di Milano Stagione 2016-2017
Via Fezzan, n.11 20146 Milano
ROMEO E GIULIETTA
Balletto in due parti
prodotto dal Balletto di Milano
#ballettodimilano
liberamente ispirato alla tragedia di William Shakespeare
su musiche di Piotr Il’ic Cajkovski
coreografia di Federico Veratti
costumi ideati da Federico Veratti
scenografie ideate da Marco Pesta
Un emozionante tributo all'amore universale. Il balletto, incorniciato da una moderna ambientazione ispirata alle architetture veronesi, segue la grande storia d'amore. Una sinfonia d'oro ed argento domina la scena che accoglie una coreografia ricca di straordinari momenti. Questa versione è stata creata su musiche di Cajkovski, non sul abituale Prokofiev.

www.teatrodimilano.com
Biglietteria aperta dal mercoledì al sabato dalle 14:00 alle 18:00.
Tel. 02/4229 7313 teatrodimilano@outlook.it
Vedi fotoservizio di Concertodautunno edizione 2016 

2017_01_05 laVerdi conferenza presentazione concerti, calendario

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo - Foyer della balconata
Stagione Sinfonica 2017
Organizzato da LaVerdi Milano largo Mahler - Milano

IL CALENDARIO DELLE PROSSIME 
CONFERENZE DEL 2017

Giovedì 05 Gennaio 2017_01_05 
ore 18 – Foyer della balconata
In collaborazione con l’Associazione Italia Russia
Cajkovskij e il Fato.
La travolgente avventura della Quarta sinfonia
Relatore Fausto Malcovati
Cajkovskij nei primi anni è più volte tentato da Shakespeare: Romeo e Giulietta e La  tempesta sono due composizioni ispirate dal drammaturgo inglese. Il primo grande trionfo come compositore arriva con la Quarta sinfonia, dominata dal tema del destino: è la composizione che apre la sua relazione con la baronessa von Meck. Non a caso nelle loro lettere viene definita “la nostra sinfonia”.

Venerdì 13 Gennaio 2017_01_13 
ore 18 – Foyer della balconata
Sangue viennese
Relatore Lorenzo Casati
Fra ricevimenti a corte, divertite serate al teatro dell’operetta, sale da ballo della  gente comune, uno sguardo alla vivace vita musicale della Vienna dell’Ottocento, dominata dalle numerose figure degli della famiglia Strauss. Il suo principale esponente, Johann jr., fu definito da Eduard Hanslick, il temuto amico di Brahms e avversario di Wagner, nientemeno che “il più grande compositore di valzer dell’epoca contemporanea”.                                   
Venerdì 20 Gennaio 2017_01_20 
ore 18 – Foyer della balconata
In collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Noted’Inchiostro
La cultura pianistica francese secondo F. Poulenc
Relatore Orazio Sciortino
“Poulenc allo stato puro”. Così il compositore francese definì il suo Concerto  per due pianoforti in una lettera a un amico. Quale personale originalità stava elaborando nel 1932 la sua cultura pianistica nella sua versione a più interpreti, erede dei modelli ereditati dai Bach, da Mozart e da Mendelssohn, ma anche coeva degli esperimenti “senza orchestra” di Stravinskij e “con percussioni” di Bartók?

Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
Venerdì 20 Gennaio 2017_01_20 (ore 20.00)
Pianoforte Carlotta Nicole Lusa - Orazio Sciortino
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Patrick Fournillier
http://www.concertodautunno.it/170120-laverdi-sciortino/170120_laverdi-sciortino.htm                        

Giovedì 26 Gennaio 2017_01_26 
ore 18 – Foyer della balconata
In collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Noted’Inchiostro
La forma-sonata tra la cultura pianistica e la sinfonica
Relatori Enrico Girardi - Enrico Reggiani
A Vienna, capitale mondiale della musica di sempre, la forma-sonata ha eretto i suoi  monumenti più celebri e profetici. Vi risuonarono, infatti, anche le prime esecuzioni del “meraviglioso quadro sonoro, originale, anche se spesso percorso da tratti bizzarri e barocchi”, dell’Imperatore di Beethoven (1812) e la “terza cultura della musica”, incarnata dalla Nona di Anton Bruckner (1903), sintesi delle culture “del tema” e “della forma”.                                    

Venerdì 03 Febbraio 2017_02_03 
ore 18 – Foyer della balconata
In collaborazione con l’Associazione Italia Russia
La allegra guerra di Šostakovic che non piace al partito
Relatore Fausto Malcovati
Doveva essere l’ultima di una trilogia dedicata alla guerra: la Settima all’assedio di  Leningrado, l’Ottava alle vittime del conflitto, la Nona alla vittoria. Šostakovic racconta che Il suo progetto era di celebrare l’eroica battaglia dell’Armata Rossa che libera la terra russa dal nemico nazista, ma in realtà prevalgono note serene, allegre, addirittura sfrenate e clownesche. La critica uffciale, così, attacca duramente la sinfonia, accusando l’autore di atteggiamento antipatriottico.                                   

Venerdì 10 Febbraio 2017_02_10 
ore 18 – Foyer della balconata
Il Mahler de laVerdi. Quarta sinfonia
Relatore Marco Benetti
“Per la verità volevo scrivere solo un’umoresca sinfonica”: con queste parole Gustav  Mahler presentava in una lettera all’amica Natalie Bauer-Lechner la sua Sinfonia 4. Questo lavoro occupa un posto particolare nella produzione sinfonica di Mahler poiché da un lato conclude il ciclo delle Wunderhorn-Symphonien, ponendo fine alla prima fase del suo sinfonismo, mentre dall’altro inaugura un nuovo stile, più essenziale nella severità del contrappunto e meno incline alla monumentalità.                                    

Giovedì 16 Febbraio 2017_02_16 
ore 18 – Foyer della balconata
Le piace Brahms?
Relatore Lorenzo Casati
La Sinfonia n. 1 di Johannes Brahms, è considerata da alcuni il vero punto di contatto  fra il pensiero beethoveniano (H. von Bülow arrivò a definirla “la Decima di Beethoven”) e il sinfonismo del tardo romanticismo. A partire da uno sguardo al contesto storico della composizione, l’analisi si concentra perciò sugli elementi musicali che la costituiscono.                                    

Venerdì 24 Febbraio 2017_02_24 
ore 18 – Foyer della balconata
In collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Noted’Inchiostro
La cultura pianistica mozartiana: Concerto n. 22
Relatore Enrico Reggiani
Sul finire del 1785, in un periodo sereno sul piano personale e prospero dal punto di  vista musicale, vide la luce e fu eseguito per la prima volta a Vienna il Concerto per pianoforte e orchestra K 482. Secondo Bernhard Paumgartner, in quegli stessi anni, la declinazione mozartiana di questa forma compositiva dimostrò quanto possono essere “geniali e varie le soluzioni dei problemi formali per mezzo del dialogismo sinfonico tra solista e orchestra nell’ambito di quella più vasta forma sonatistica.      

Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi www.laverdi.org

2017_01_24 LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO al TEATRO MENOTTI

TEATRO MENOTTI
Via Ciro Menotti 11, Milano - tel. 02 36592544 - biglietteria@tieffeteatro.it
Dal 24 al 29 gennaio 2017
Teatro Stabile di Catania e Teatro Stabile dell’Umbria
presentano
LA PAZZA DELLA PORTA ACCANTO
prima milanese
di Claudio Fava
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con Anna Foglietta
 Angelo Tosto, Alessandra Costanzo,
Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli,
Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio
spazio scenico Alessandro Gassmann
con la collaborazione di Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
musiche originali Pivio & Aldo De Scalzi
disegno luci Marco Palmieri
videografie Marco Schiavoni
durata 80 minuti
ORARI SPETTACOLI
feriali ore 20.30
mercoledì ore 19.30
domenica ore 16.30

 “Si va in manicomio per imparare a morire”, scriveva Alda Merini in uno dei suoi aforismi più famosi. E invece la poetessa dei navigli amava la vita e amava l’amore. La pazza della porta accanto, intenso atto unico di Claudio Fava, presentato in prima nazionale lo scorso 17 e 18 novembre 2015 al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, vuole essere un omaggio alla figura di una donna dalla straordinaria parabola artistica e umana, ai suoi versi dalla forte componente mistica. Ma il testo è altresì una denuncia civile contro i trattamenti subiti da chi, proprio come Alda Merini, ha conosciuto la discesa agli inferi nei manicomi prima della Riforma Basaglia del 1978.
Il testo dello scrittore e giornalista catanese, che mutua il titolo da un’opera della stessa Merini, è ora uno spettacolo di Alessandro Gassmann, che vede protagonista l’attrice Anna Foglietta. Lo spettacolo, coprodotto dal Teatro Stabile di Catania e Teatro Stabile dell’Umbria, reduce da una tournée di successo arriva finalmente al Teatro Menotti di Milano dal 24 al 29 gennaio.
Alessandro Gassmann firma la regia, sua anche l’ideazione scenica, realizzata con la collaborazione di Alessandro Chiti. Accanto ad Anna Foglietta, il nutrito cast annovera Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio.
Il debutto dello spettacolo è avvenuto mentre nei teatri italiani proseguiva la tournée di un altro spettacolo di Alessandro Gassmann, Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wassernan, vibrante atto accusa contro le pratiche usate negli ospedali psichiatrici. Un tema di portata civile e sociale che Gassmann approfondisce e porta sul palcoscenico anche con La pazza della porta accanto.

NOTE DI REGIA
Conoscevo Claudio Fava, la sua storia, la sua sensibilità, il suo impegno politico e sociale; conoscevo la storia del padre Giuseppe, vittima della mafia, una delle piaghe più dilanianti del nostro paese. Conoscevo Alda Merini, la poetessa dei navigli, la drammaticità della sua esistenza; anch’io, come tanti, mi sono emozionato e commosso nel sentirla leggere i suoi appassionati versi.

Dopo aver letto il testo di Claudio, La pazza della porta accanto, un ritratto giovanile, intimo e struggente della grande poetessa, ho avvertito immediatamente la necessità, direi l’urgenza, di metterlo in scena. Un testo che si sviluppa all’interno di un ospedale psichiatrico e che ripercorre la drammatica esperienza della Merini. Erano gli anni in cui la parola depressione non si conosceva e chi soffriva di questa malattia veniva definito pazzo. Erano anche gli anni in cui negli ospedali psichiatrici praticavano l’elettroshock e i bagni nell’acqua gelata.

È in questa particolare dimensione alienante che la protagonista si trova a condividere le giornate con le altre malate alle quali offre spontaneamente i suoi versi, ma soprattutto è il luogo dove nasce un’appassionante storia d’amore fra lei e un giovane paziente. 

A dare voce e volto a questa grande poetessa italiana è Anna Foglietta, bravissima attrice che interpreta una giovane Alda Merini in profondo conflitto con un mondo che non la comprende e di cui non accetta le etichettature; in questo lavoro sono convinto saprà emozionare il pubblico, certamente composto per la gran parte da giovani che oggi più che mai hanno un forte desiderio di poesia. Per questa mia decima regia ho immaginato un impianto scenico che riproponesse la claustrofobia di un reparto psichiatrico e mi permettesse di interagire con la visionaria immaginazione della nostra protagonista, che in scena è affiancata da nove tra attrici e attori. Accanto a me un gruppo collaudato di collaboratori, tra cui mi preme ricordare le toccanti sonorità di Pivio e Aldo De Scalzi, che ci consegnano un’originale partitura musicale, struggente colonna sonora di questa affascinante storia, che andiamo a raccontare.
Alessandro Gassmann 

BIGLIETTERIA

PREZZI

intero 26,50 € (25,00 € + 1,50 € prevendita)
ridotto over/under 14,00 € (12,50 € + 1,50 € prevendita)
ridotto convenzionato aziende, cral etc.16,50 € (15,00 € + 1,50 € prevendita)
ridotto studenti e associazioni 11,50 € (10,00 € + 1,50 € prevendita)
ridotto operatori 6,00 € (5,00 € + 1,00 € prevendita)
ridotto scolastiche mattinée 10,00 € (9,00 € + 1,00 € prevendita) 
ridotto scolastiche serale 11,50 € (10,00 € +1,50 € prevendita)
ABBONAMENTI
MENOTTI 10 spettacoli     150 € (abbonamento libero e strettamente personale)
MENOTTI   5 spettacoli         80 € (abbonamento libero e strettamente personale)

ORARI BIGLIETTERIA
lunedì e mercoledì dalle ore 15.00 alle ore 18.00
martedì, giovedì, venerdì  dalle ore 15.00 alle ore 19.00
sabato dalle ore 15.30 alle ore 19.00
domenica dalle ore 15.00 alle ore 17.00 solo per la vendita della replica pomeridiana 
Acquisti online con carta di credito su www.teatromenotti.org


2017_01_22 Concerto finalisti Concorso Lirico a ruolo Arturo Pessina -Garlasco

Dal 20 Gennaio 2017 al 22 Gennaio 2017
(domenica 22 ore 16 concerto finalisti aperto al pubblico)

Teatro Martinetti, Garlasco (PV) - IT
Associazione oper@lirica
Concorso Lirico a ruolo Arturo Pessina
2a Edizione 2017 
Scadenza iscrizioni: 17 Gennaio 2017
Quota di iscrizione: 20,00 €
Limite di età: 0
Informazioni:
Tel: 328 294 3439
Email: operalirica2015@libero.it
Giuria.
Fabio Buonocore, tenore, regista
Daria Masiero, soprano
Mario De Carlo, regista
Beatrice Ferraro, agente AliOpera

GARLASCO. L'Associazione Oper@lirica ha istituito il Concorso di canto lirico “Arturo Pessina”, che si tiene a Garlasco venerdì 20 e sabato 21 gennaio, e si concluderà domenica 22 gennaio 2017 con il concerto di gala dei vincitori. 
Il concorso è dedicato alla memoria del baritono Arturo Pessina (Garlasco, 1858 - Torino, 1926), interprete di Falstaff molto apprezzato da Giuseppe Verdi. 
L’obiettivo del concorso è dare ai nuovi talenti della lirica l'opportunità di debuttare in ruoli del repertorio operistico tradizionale, con opere che saranno inserite nella stagione d'opera 2017 al Teatro Martinetti di Garlasco. 
Per informazioni: 328.2943439 - operalirica2015@libero.it - Facebook: Associazione oper@lirica.

2016_01_01 AMLETO-DIE FORTINBRASMASCHINE, la riscrittura di una riscrittura.

Data :01/01/2016
AMLETO-DIE FORTINBRASMASCHINE, la riscrittura di una riscrittura.
Sede Teatro Litta Corso Magenta
Città: Milano
Sezione #concertodautunnonews: concerto
Descrizione: Dal 24 al 29 gennaio 2017 a Milano al Teatro Litta
MANIFATTURE TEATRALI MILANESI - TEATRO LITTA
corso Magenta 24, Milano
AMLETO + DIE FORTINBRASMASCHINE
di e con Roberto Latini

Alla fine degli anni '70 Heiner Müller componeva un testo che era liberamente ispirato all'Amleto di Shakespeare. Oggi, tentiamo una scrittura scenica liberamente ispirata a Die Hamletmaschine di Heiner Müller. Lo facciamo tornando a Shakespeare, ad Amleto, con gli occhi di Fortebraccio, con l'architettura di Müller, su un palcoscenico sospeso tra l'essere e il sembrare. Intitoliamo a Fortebraccio il nostro sguardo sul contemporaneo, la caccia all'inquietudine nel fondo profondo del nostro centro, per riscriverci, in un momento fondamentale del nostro percorso. Ci siamo permessi il lusso del confine e abbiamo prodotto da quel centro una deriva. Una derivazione forse, alla quale riferirci nel tempo, o che probabilmente è il frutto maturo di un tempo che già da tempo è il nostro spazio.
Per aderire alla promozione scrivi una mail a biglietteria@mtmteatro.it o chiama lo 02 86454545, segnalando che hai ricevuto la newsletter della Compagnia Corrado d'Elia.
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Contatti: PROMOZIONE SPECIALE PER GLI AMICI DELLA COMPAGNIA
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2017_01_21 Novecento, con d'Elia, aggiunte due nuove repliche straordinarie

Sabato 21 gennaio 2017
ore 18:00 e ore 20:30
MANIFATTURE TEATRALI MILANESI - TEATRO LITTA (Corso Magenta Milano)
NOVECENTO
di Alessandro Baricco
diretto ed interpretato da Corrado d'Elia
scene Francesca Marsella - luci Marco Meola - grafica Chiara Salvucci - foto di scena Angelo Redaelli - tecnico audio Gabriele Copes - produzione Compagnia Corrado d'Elia
Per accontentare tutti gli spettatori che non sono riusciti a vedere Novecento di Alessandro Baricco, diretto ed interpretato da Corrado d'Elia nei giorni scorsi al Teatro Litta, sono state aggiunte due nuove repliche straordinarie dello spettacolo, solo per sabato 21 gennaio, alle 18:00 e alle 20:30.

ACQUISTO BIGLIETTI!

MTM TEATRO LITTA - corso Magenta 24, Milano
Durata 1 ora e 40 minuti
Spettacolo inserito in Invito a Teatro - tagliando Compagnia Corrado d'Elia (maggiori info su www.invitoateatro.mi.it)
BIGLIETTERIA MTM
02 45 45 45 45 - biglietteria@mtmteatro.it - www.mtmteatro.it
Compagnia Corrado d'Elia
via San Senatore 8 20122 Milano
3381620051 - 3701377849
info@corradodelia.it



2017_01_20 Carlotta Nicole Lusa e Orazio Sciortino pianoforti con Direttore Patrick Fournillier

Venerdì 20 Gennaio 2017_01_20 (ore 20.00)
Domenica 22 Gennaio 2017_01_22 (ore 16.00),
Auditorium di Milano, largo Mahler
Stagione sinfonica 2017
Suoni d’Oltralpe
Patrick Fournillier guida laVerdi alla riscoperta del grande repertorio francese.
La coppia Sciortino-Lusa alla prova del Concerto per due pianoforti di Poulenc
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi
Direttore Patrick Fournillier

fotoservizio:
Auditorium di Milano Fondazione Cariplo
 Venerdì 20 Gennaio 2017_01_20 (ore 20.00)
Pianoforte Carlotta Nicole Lusa - Orazio Sciortino
Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Patrick Fournillier

http://www.concertodautunno.it/170120-laverdi-sciortino/170120_laverdi-sciortino.htm   

Patrick Fournillier, tra i maggiori specialisti mondiali dell’opera francese, torna alla guida dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, nel primo dei suoi quattro appuntamenti stagionali, ambasciatore e interprete del vasto, raffinato ma non sempre altrettanto conosciuto repertorio d’Oltralpe. Fournillier ha un legame affettivo e simbolico con laVerdi particolarmente significativo per averne diretto i corpi artistici (orchestra, coro e voci bianche) nella impegnativa trasferta in Oman del dicembre 2011, interpretando Carmen di Bizet per l’inaugurazione della Royal Opera House di Muscat. È atteso anche alla direzione del tradizionale concerto de laVerdi alla Scala il prossimo settembre.
Doppio appuntamento venerdì 20 (ore 20.00) e domenica 22 gennaio (ore 16.00), all’Auditorium di Milano in largo Mahler: la locandina si apre con Ravel (Le tombeau de Couperin), per proseguire con il Concerto per due pianoforti di Poulenc, affidato all’estro di Orazio Sciortino, siracusano ma milanese d’adozione, ormai lanciatissimo sulla scena internazionale, e di Carlotta Nicole Lusa, raffinata solista milanese che dal 2010 collabora continuativamente con laVerdi; entrambi affrontano per la prima volta il “Doppio” di Poulenc. In chiusura di programma, la consueta parte orchestrale con la Sinfonia n. 1 di Bizet.
Ecco come Sciortino e Lusa commentano il Concerto per due pianoforti di Poulenc:
Orazio Sciortino: "Considerata una delle pagine più esaltanti del '900, il Concerto per due pianoforti di Poulenc vede i due solisti in un dialogo costante: uno scontro dialettico che, pur senza tralasciare un legame con la tradizione, presenta il genere del concerto sotto una luce inedita ed originale, nella raffinata scrittura orchestrale, nelle scelte della strumentazione e nel rapporto tra solisti e orchestra".
Carlotta Nicole Lusa: “Non vedo l’ora di suonare il ‘Doppio’ di Poulenc: è un'opera magnifica, fresca e brillante nella scrittura, accattivante nel linguaggio. Dal punto di vista analitico, riesce a coniugare spunti musicali di ogni genere (da Mozart alle melodie café-chantant di inizio '900), in una struttura perfetta che reinventa il classicismo adattandolo al linguaggio del XX secolo; lo stile è asciutto e frizzante, umoristico, il ‘ritmo narrativo’ è vivace, con elementi diversi tra loro che si susseguono senza pausa, continuando a tenere viva l'attenzione dell’ascoltatore”.
Venerdì 20, la tradizionale conferenza di presentazione del programma (Auditorium, foyer della Balconata, ore 18.00, ingresso libero), in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, vedrà Enrico Reggiani, docente di Letteratura inglese presso l’Ateneo di largo Gemelli, parlare di: “Poulenc allo stato puro”. Così il compositore francese definì il suo Concerto per due pianoforti in una lettera a un amico. Quale personale originalità stava elaborando nel 1932 la sua cultura pianistica nella sua versione a più interpreti, erede dei modelli ereditati dai Bach, da Mozart e da Mendelssohn, ma anche coeva degli esperimenti “senza orchestra” di Stravinski e “con percussioni” di Bartók?

Programma
Francis Poulenc, con il suo Concerto per due pianoforti del 1932, è un grande monumento alla mondanità che corona questo evento de laVerdi, racchiuso fra il rigoroso neobarocco di Maurice Ravel con Le tombeau de Couperin, scritta durante il primo conflitto mondiale, e lo sfavillante stile rossiniano di Georges Bizet con la Sinfonia n.1 in Do maggiore (composizione giovanile scoperta solo nel 1933). I due pianoforti del concerto di Poulenc si lanciano sin dalla prima battuta in passaggi virtuosistici e coinvolgenti. Lo sviluppo del brano è rapido, come se fosse una colonna sonora; la ritmata percussione del pianoforte si alterna a melodie languide e cantabili, arrivando a ricordare quasi la musica da cabaret.

(Biglietti: euro 36,00/16,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom, ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line: www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).  

2017_02_04 Invito a Kandinskij biblioteca di Robecco sul Naviglio

Sabato 4 febbraio 2017 - Ore 17.30 
Casa Dugnani - Robecco sul Naviglio
Con il patrocinio del Comune di Robecco sul Naviglio
Invito a Kandinskij
Ingresso libero
Un racconto per immagini di Alessandra Ruffino
Invito a Casa Dugnani il 4 febbraio per ripercorrere la carriera del grande maestro russo Vasilij Kandinskij (1866-1944) e comprenderne l'importante ruolo storico. All'opera dell'artista, considerato «inventore» dell'arte astratta, sarà dedicata una mostra in apertura il prossimo 15 marzo al Mudec di Milano. Dopo aver rinunciato alla carriera universitaria, dall'età di 30 anni Kandinskij si dedicò esclusivamente all'arte, vivendo un'esistenza cosmopolita tra Germania, Russia e Francia essendo testimone diretto dei più drammatici eventi della prima metà del XX secolo (la rivoluzione russa e due guerre mondiali). A partire dal 1910, con l'eliminazione della presenza dell'oggetto in pittura, Kandinskij ha aperto nuovi livelli di significato all'arte, affidando alla pittura stessa - per la prima volta - il compito di indagare l'invisibile.

Alessandra Ruffino
Dottore di ricerca formatasi all'Università di Parma, studia i rapporti tra arte e letteratura. Ha lavorato otto anni all'Università di Torino e firmato molti contributi storico-critici tra cui i saggi Ideogrammi per un viaggiow nell'anima in Barocco (Aragno 2010), Vanitas vs Veritas (Allemandi 2013) e Mollino fuoriserie (Aragno 2015). Giornalista pubblicista, collabora con «II Giornale dell'Arte», ed è attiva nell'ambito della divulgazione come consulente d'istituzioni pubbliche e private e nell'editoria. www.alessandraruffino.it

Via G. Mazzini, 10 Robecco sul Naviglio (MI) Tel.+ 39 02 947l745

2017_01_19 Maurizio Baglini con i Virtuosi Italiani al Dal Verme

72ª STAGIONE SINFONICA
ORCHESTRA I POMERIGGI MUSICALI
Direttore Artistico, M° Maurizio Salerno
Stagione 2016-2017
Giovedì 19 gennaio ore 21.00
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni sul Muro 2 – Milano
CONCERTO SINFONICO
Programma
Chopin, Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi minore op. 11
(versione per orchestra d’archi)
Čaikovskij, Elegia
Šostakovič, Quartetto n. 8, op. 110
(trascrizione per orchestra d’archi)
Direttore: Alberto Martini 

Anche per questa 72ª Stagione sinfonica, tornano ospiti dei Pomeriggi Musicali I Virtuosi Italiani, complesso d’archi fra i più rinomati ed eclettici nel loro repertorio. Guidati come di consueto dal M° Alberto Martini, al loro fianco, questa volta, vi sarà un ospite d’eccezione: il pianista Maurizio Baglini, fondatore e Direttore Artistico dell’Amiata Piano Festival nonché uno dei più importanti solisti italiani.

Sarà proprio Baglini ad aprire la serata con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Chopin, in una versione per pianoforte e orchestra d’archi. L’ensemble guidato da Martini si esibirà, poi, nell’Elegia di Čaikovskij e in una trascrizione per orchestra d’archi del Quartetto n. 8 di Dmitrij Šostakovič.

Biglietti

Interi  Primo Settore (Platea, dalla fila 1 alla 30): € 20,00 + prevendita
            Secondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla 40): € 14,50 + prevendita
            Balconata: € 11,00 + prevendita

Ridotti*          Primo Settore (Platea, dalla fila 1 alla fila 30) € 16,00 + prevendita
            Secondo Settore (Platea, dalla fila 31 alla fila 40) € 12,50 + prevendita
            Balconata € 9,00 + prevendita


Biglietti per I Pomeriggi in anteprima

Interi  € 10,00 + prevendita
Ridotti*          € 8,00 + prevendita

* (Giovani under 26; Anziani over 60; Cral; Associazioni Culturali; Biblioteche; Gruppi; Scuole e Università)


Biglietteria TicketOne - Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro, 2 – 20121 Milano
Tel. 02 87.905.201
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00
Biglietteria on-line: www.ticketone.it

2017_01_21 Stagione in partenza con un tutto Mendelssohn al Lirico di Magenta

Sabato 21 gennaio 2017 ore 21 
Teatro Lirico - Magenta
STAGIONE 2017
Concerto di apertura
Imperdibile appuntamento con Carlo Maria Parazzoli,
primo violino dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia di Roma
Il concerto di apertura della nuova stagione musicale ci riserva il privilegio di ospitare il “maestro del violino” Carlo Maria Parazzoli, da vent’anni primo violino solista dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in una serata tutta dedicata al compositore e direttore tedesco Felix Mendelssohn Bartholdy.
Parazzoli, interprete solido e raffinato, fra i più grandi d’Italia, nella sua carriera si è esibito con prestigiosi direttori e musicisti (come Lang Lang, Martha Argerich e il mitico direttore e pianista Wolfgang Sawallisch) nelle migliori sale del mondo. Il maestro sarà accompagnato dall’Orchestra “In Residenza” diretta dal giovane italo-argentino Marco Seco, già lo scorso anno presente nella stagione del Teatro Lirico.
Il programma prevede di Felix Mendelssohn Bartholdy:
Scherzo e Notturno da Sogno di una notte di mezza estate, op. 61 (1843)
                   Musiche di scena composte per gli spettacoli del Teatro Reale della corte di
                   Federico Guglielmo IV di Prussia a Berlino
Concerto per violino e orchestra in mi minore op. 64 (1845)                 
                   Concerto romantico in cui l'Orchestra è sempre ancella del solista violino che
                   suona un prezioso Nicola Amati del 1651
Sinfonia n.1 in do minore op. 11 (1824)
       Sinfonia in Do minore che rappresenta la conclusione di una lunga serie di
       lavori giovanili scritti tra il 1821 e il 1823 dal compositore tedesco

Questo è lo strepitoso inizio della nuova stagione che proseguirà con altre serate di grande musica da non perdere e con l’opera Madama Butterfly in un nuovo allestimento.
Il concerto di sabato 21 gennaio rientra nell’abbonamento (4 Sinfonici + Opera) alla stagione 2017, ancora acquistabile presso la biglietteria del Teatro al costo di 70 euro in platea, 50 euro in galleria e 40 euro il ridotto fino a 26 anni.Segui le attività di Totem sul sito www.totemagenta.org, su Facebook eTwitter.Per iscriverti alla nostra newsletter scrivi a info@totemagenta.org.Teatro Lirico Magenta, via Cavallari, 2 – 02 97003255 www.teatroliricomagenta.it
Biglietti: platea 18 euro; galleria 12 euro; ridotto 10 euro (under 26).Orario biglietteria:  martedì/giovedì 10-12; 17-19. sabato 10-12. serata del concerto: un’ora prima dell’inizio 

2017_01_15 Momento Musicale dopo un incontro sull'arte del liutaio

Domenica 15 gennaio 2017 ore 15:30
Cortile della Rocchetta, Sale Panoramiche 3° Piano, Castello Sforzesco - Milano
Momento Musicale
Musiche di Bellini, Donizetti, Puccini, Verdi, Rossini
Monika Lukacs,Soprano  
Stefano Ligoratti,Pianoforte 
http://www.lemanisapienti.it/eventi/momento-musicale-5/
INGRESSO LIBERO
Progetto: LE MANI SAPIENTI
Un progetto della Fondazione Antonio Carlo Monzino. Dal 5 marzo 2016, presso le Sale Panoramiche al 3° piano del Castello Sforzesco, laboratori di liuteria e momenti musicali.
Le Sale Panoramiche del Castello Sforzesco di Milano ospitano “Le Mani Sapienti”. Dalle 10:00 alle 17:30, i maestri liutai fanno conoscere ai giovani e ai visitatori l’arte della liuteria, attraverso la costruzione, la riparazione ed il restauro di strumenti a corda.
Alle 15:30, si tengono performance dal vivo di musicisti affermati e allievi, ovvero i nostri “Momenti Musicali”, intervallati da incontri con esperti in materia di musica nell’educazione e nel sociale, del rapporto tra musica e cervello, tra musica e benessere.

Organizzatore
Fondazione Antonio Carlo Monzino
Telefono: +39 02 80 52 173
Email: info@fondazioneacmonzino.it
Sito web: www.fondazioneacmonzino.it

2017_01_14 Percorsi Barocchi e Classici 2016-2017 a Mortara

Sabato 14 gennaio 2017_01_14 alle ore 21.00
presso la sala di Palazzo Cambieri
Corso Giuseppe Garibaldi, 48 - Mortara
Stagione Concertistica
“Percorsi Barocchi e Classici 2016-2017” 
IV° Concerto della Stagione Concertistica
con il Patrocinio del Comune di Mortara e della Provincia di Pavia.
Antonio Vivaldi - LE HUMANE PASSIONI
Violini: LUCIA ALLEGRO, SIMONE PIRRI
Flauti: FILIPPO STAIANO, LUDOVICO ALLEGRO
Direttore al Cembalo: ROBERTO ALLEGRO
ORCHESTRA DA CAMERA ITALIANA “ANTONIO VIVALDI”
Violini: LUCIA ALLEGRO, SIMONE PIRRI, CHRISTIAN RAVERDEL, MICHELE TREMAMUNNO
Viola: GIULIA ERMIRIO
Violoncello: LAURA MONTI
Contrabbasso: DAVIDE DEAMBROGI

L’appuntamento musicale, Le Humane Passioni, prevede l’esecuzione di famosi concerti di Antonio Vivaldi per Violino e Orchestra, unitamente ad un Concerto per due Flauti ed orchestra, sempre del compositore veneziano. Il concerto vede la partecipazione dell’Orchestra da Camera Italiana “Antonio Vivaldi”, con Violino solista il M° Lucia Allegro ed il M° Simone Pirri, i Flautisti M° Filippo Staiano e Ludovico Allegro, direttore al cembalo, M° Roberto Allegro.

Programma musicale:
A. Vivaldi (1678-1741) 
Concerto in Mi magg. per Violino, Archi e Cembalo RV 271
“L’Amoroso” (Allegro-Largo e cantabile-Allegro)
Concerto in do min. per Violino, Archi e Cembalo RV 199
“Il Sospetto”(Allegro, con l'arco attaccato alle corde-Andante, tutti sempre piano senza cembali-Allegro)
Violino: Lucia Allegro
Concerto in Re magg. per Violino, Archi e Cembalo RV 208a
“Il Grosso Mogul” (Allegro-Grave-Allegro)
Violino: Simone Pirri
Concerto in Do magg. per 2 Flauti, Archi e Cembalo RV 533
(Allegro molto-Largo-Allegro)
Flauti: Filippo Staiano, Ludovico Allegro
Cembalo: Irene Guarino
Concerto in mi min. per Violino, Archi e Cembalo RV 277
“Il Favorito” (Allegro-Andante-Allegro)
Violino: Lucia Allegro

I biglietti del concerto saranno in vendita il giorno sabato 14 gennaio 2017 dalle ore 20.30 a Palazzo Cambieri.
Associazione Musicale
Antonio Vivaldi
Mortara (PV)
Tel. 333 6040306-334 9523203 - 338 9692238

2017_01_26 convegno internazionale convegno internazionale

 Da giovedì 26 2017_01_26 a domenica 29 gennaio 2017
Venezia, Fondazione Ugo e Olga Levi
convegno internazionale
 HISTORIAE
REPERTORY AND RESEARCH IN convegno internazionale
Historia indica nel Medioevo il ciclo di canti per l’ufficio della festa di un santo. Alcuni erano destinati a culti locali, altri, come quelli dei santi Francesco, Caterina e Nicola, erano ampiamente diffusi. Non tutte le historiae riportano anche la musica. Sinora sono stati editi i testi latini in versi di circa 800 historiae e 20.000 canti dei secoli XII-XV. Con le historiae in prosa dell’epoca precedente, non ancora adeguatamente indagate, il numero dei canti sale a circa 25.000. È un repertorio immenso, il cui studio presuppone strumenti interdisciplinari (letteratura latina, agiografia, storia politica, storia della chiesa e della spiritualità, antropologia).
Il convegno, cui parteciperanno specialisti provenienti da tre continenti, ne rispecchia la complessità attraverso temi rilevanti, quali la storia dell’ufficio nell’VIII-IX secolo; la matrice liturgica dei nuovi uffici; la storia dei cicli e la loro proprietà di generare significati teologici; il ruolo della musica nella comprensione e trasmissione dei testi; la relazione fra nuove melodie e repertorio ‘gregoriano classico’ con i problemi concernenti la stessa possibilità di una corretta definizione di tradizione classica; l’opportunità di estendere l’uso di tecnologie informatiche all’analisi comparata delle melodie.
Partecipazione libera previa registrazione,
possibile in rete o prima dell'inizio dei lavori.


Per informazioni:
Fondazione Ugo e Olga Levi
San Marco 2893
30124 Venezia
t. +39 041 786777info@fondazionelevi.it

2017_02_03 NORDIC FRAMES per Veneto Jazz

Venezia, 3- 4-10-11 febbraio 2017 
NORDIC FRAMES
Seconda edizione dedicata alla scena sperimentale nordica,
con doppia sezione fra club e teatro.

Fra gli ospiti, al Teatrino di Palazzo Grassi,
Eivind Aarset e Stian Westerhus.
Si balla allo Spazio Aereo con Byetone e Chris Moss Acid.


Venerdì 03 Febbraio @ Spazio Aereo (Marghera – Venezia) ore 22.30
BYETONE aka OLAF BENDER_live & visual set (Raster-Noton - Germany)_
+ support djs
Biglietto unico: 13 €


Nørdic Frames, cambio di data: il concerto
 di Eivind Aarset si terrà venerdì 3 febbraio al Teatrino di Palazzo Grassi.
non Sabato 04 Febbraio @ Teatrino di Palazzo Grassi (Venezia)
ore 16.00 Aperitivo & pre-concerto con DJ o LIVE set
ingresso libero
ore 19.30 EIVIND AARSET trio "I.E" with WELTE HOLTE  & AUDUN ERLIEN
Biglietti: 20 € intero – 15€ ridotto  (Members di Palazzo Grassi e Punta della Dogana e studenti)


Venerdì 10 Febbraio @ Spazio Aereo (Marghera – Venezia) ore 22.30
CHRIS MOSS ACID live set (Don't, Shipwrec, 030303 – UK)
 Prima volta in Italia
+ support djs t.b.a.
Biglietto unico: 10 €


SABATO 11 Febbraio 2017_02_11 @ Teatrino di Palazzo Grassi (Venezia)
ore 16.00 Aperitivo & pre-concerto con DJ o LIVE set
ingresso libero
ore 19.30 STIAN WESTERHUS "The Matriarch and the wrong kind of Flower" live solo giutar & electronics (Rune Grammofon - Norway)
Biglietti: 15 € intero – 12 € ridotto  (Members di Palazzo Grassi e Punta della Dogana e studenti)



Continua l’esplorazione della scena sperimentale nordica con la seconda edizione di Nørdic Frames, festival internazionale di musica elettronica e contemporary, in programma al Teatrino di Palazzo Grassi di Venezia, ora anche con una nuova sezione clubbing, ospitata allo Spazio Aereo di Marghera. 
Organizzata da Nu Fest, storico festival di musica elettronica firmato Veneto Jazz, giunto  alla decima edizione, la rassegna propone un programma di quattro appuntamenti che vedono protagonista le sonorità nordiche con le ispirazioni degli artisti più all’avanguardia, spaziando dal jazz alla musica elettronica. 
Byetone e Chris Moss Acid i dj/producer in scena al club, rispettivamente venerdì 3 e venerdì 10 febbraio. I chitarristi-sperimentatori di ispirazione jazz Eivind Aarset (sabato 4 febbraio)  e Stian Westerhus  (sabato 11 febbraio) saranno invece gli ospiti d’onore del Teatrino di Palazzo Grassi, con progetti sofisticati, visionari e ricchi di fascino. 
Gli eventi al Teatrino di Palazzo Grassi sono anticipati da dj&live set con aperitivo nello straordinario foyer, sempre progettato dall'architetto giapponese Tadao Ando. 
Nørdic Frames è organizzato in collaborazione con Palazzo Grassi-Punta della Dogana, Regione del Veneto e Ministero dei Beni per i Beni e le Attività Culturali e con il patrocinio dell’Ambasciata di Norvegia. Per la sezione clubbing, il festival si avvale del supporto del collettivo toscano Loud e dei suoi dj.

Veneto Jazz · Via Corriva, 10 · Vedelago, TV 31050 · Italy
INFORMAZIONI PRATICHE:
Info e prenotazioni
Veneto Jazz +39 366 2700299 | +39 324 865 7311 - jazz@venetojazz.com | www.venetojazz.com
Prevendite:Ticketone
Sedi:
Teatrino di Palazzo Grassi
San Samuele 3231, Venezia
Spazio Aereo
Vega Parco Scientifico e Tecnologico di Venezia
Via delle Industrie 27/5, 30175 Marghera Venezia

2017_01_19 Il FRASCHINI chiude la stagione d’opera con TRAVIATA

Giovedì 19 Gennaio 2017_01_19 ore 20.30
Sabato 21 Gennaio 2017_01_21 ore 20.30 
Teatro FRASCHINI - PAVIA
Giuseppe Verdi
La traviata
su libretto di Francesco Maria Piave. È basata su La signora delle camelie, opera teatrale di Alexandre Dumas (figlio), che lo stesso autore trasse dal suo precedente omonimo romanzo.
Personaggi
Violetta Valéry (soprano) MIHAELA MARCU (19), CLAUDIA PAVONE (21)
Flora Bervoix, sua amica (mezzosoprano) DANIELA INNAMORATI
Annina, serva di Violetta, (soprano) ALESSANDRA CONTALDO
Alfredo Germont (tenore)  ANTONIO GANDIA (19), IVAN AYON RIVAS (21)
Giorgio Germont, suo padre (baritono) MARCELIO ROSIELLO
Gastone, Visconte di Létorières (tenore) GIUSEPPE DISTEFANO
Il barone Douphol (baritono) DAVIDE FERSINI
Il marchese d'Obigny (basso) MATTEO MOLLICA
Il dottor Grenvil (basso) SHI ZONG
Giuseppe, servo di Violetta (tenore) 
Un domestico di Flora (basso) 
Un commissionario (basso) 
Servi e signori amici di Violetta e Flora, Piccadori e mattadori, zingare, servi di Violetta e Flora, maschere
Orchestra I Pomeriggi Musicali
Direttore Francesco Lanzillotta
Regia Alice Rohrwacher
Scene Federica Parolini
Costumi Vera Pierantoni Giua
Light designer Roberto Tarasco
Movimenti coreografici Valentina Marini
Maestro del coro Diego Maccagnola
Coro OperaLombardia
Coproduzione dei Teatri di OperaLombardia: Teatro Fraschini di Pavia, Teatro Grande di Brescia, Teatro Ponchielli di Cremona, Teatro Sociale di Como –Teatro Donizetti di Bergamo.  

BIGLIETTERIA
C.so Strada Nuova 136 - Pavia
Aperta dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 13 e dalle 17 alle 19
Aperta un’ora prima di ogni spettacolo
Tel. 0382-371214
PREZZI
Da 55 euro (platea e palchi centrali) a 14 euro (posti in piedi non numerati).
Sono riconosciute riduzioni, oltre che di legge, anche per le scuole e gli studenti universitari.
Tutti i prezzi sono pubblicati sul sito www.teatrofraschini.org
ACQUISTO ON LINE   www.teatrofraschini.org

Il capolavoro di Giuseppe Verdi chiude la Stagione d’opera del Teatro Fraschini. Si alza il sipario giovedì 19 gennaio alle 20.30 e in replica sabato 21 gennaio alle ore 20.30. 
Ultimo titolo della trilogia popolare (che comprende Rigoletto e Trovatore), è il melodramma più amato e rappresentato. Il personaggio della protagonista è ispirato a Marguerite Gautier dell’opera di Alexandre Dumas figlio. Se inizialmente fu segnata da un insuccesso alla Fenice, ben presto le perplessità su temi e personaggi poco edificanti sfumarono, la trilogia gode di un posto di prim’ordine nella storia del melodramma. 
Firma la regia Alice Rohrwacher vincitrice del Gran Prix a Cannes 2014 per il film Le meraviglie. 
Francesco Lanzillotta è per la prima volta nei teatri lombardi, diplomato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, perfezionandosi a New York e Madrid.

L’IMPOSSIBILE ALTROVE.
Un colloquio con Alice Rohrwacher

«Una puttana deve essere sempre puttana. Se nella notte splendesse il sole, non vi sarebbe più notte», scriveva Giuseppe Verdi a proposito della messa in scena di Traviata. La Violetta pensata da Alice Rohrwacher che Violetta sarà?
Abbiamo studiato a fondo la figura di Violetta: a partire da quella di Alphonsine Duplessis, realmente esistita, morta giovanissima, una ‘meteora’ che ispirò la Marguerite Gautier protagonista de La signora delle camelie, romanzo scritto da Alexandre Dumas figlio, che ne realizzò anche un dramma teatrale. Giuseppe Verdi vi assistette durante il suo soggiorno a Parigi e decise che quello sarebbe stato il soggetto dell’opera che avrebbe debuttato alla Fenice di Venezia. Lo decise perché quel giorno sul palco del teatro non vide una storia avventurosa che lo trasportava altrove, ma vide una storia che lo riportava alla sua vera vita, alla relazione con la cantante Giuseppina Strepponi di cui tutti nella provincia mormoravano, alla lotta tra la vita, con i suoi desideri, e il destino, con le sue leggi, naturali e sociali. Traviata, quindi, non è un viaggio verso un altrove, ma un viaggio verso dentro, verso il vicino, l’aderente, il personale. 
Anche noi quindi andando a ritroso in queste storie, abbiamo ricostruito la vita vera di una giovane, Alphonsine, con un’esistenza piena di disavventure, che dalla campagna finisce a Parigi ed il cui talento nello scegliere come presentarsi, come essere, è talmente evidente che in due anni diventa la mantenuta più ricercata di Parigi. Addirittura scrive Dickens nel suo soggiorno a Parigi: «Da diversi giorni i quotidiani hanno lasciato perdere tutte le questioni politiche, artistiche ed economiche. Ogni cosa impallidisce al cospetto di un incidente assai più importante: la morte romantica di una gloria del demi-monde, la bella e famosa Marie Duplessis» (Parigi, 1847).
Dalla vita vera al romanzo, al dramma teatrale, all’opera abbiamo compiuto questa strada a ritroso: abbiamo cercato di mantenere l’immagine di una giovane, che costruisce un suo mondo, e quando cerca di lasciarlo per un vero amore, per Alfredo, non se ne va verso un altrove, ma sradica quello che aveva costruito, prova a tornare indietro. Ma si può? Soprattutto, è in grado Alfredo di sostenerla in questo delicato momento?

Questa immagine di Violetta, come e in che modo ha influito sulla regia?
Prima di tutto, abbiamo lavorato su un paesaggio dell’anima, con riferimenti concreti ma al tempo stesso posizionati in un luogo irreale. Abbiamo creato uno spazio scenico dove non vi è possibilità di andarsene, lo spazio del «popoloso deserto che appellano Parigi», una valle in cui si sta girando un film e Violetta è la protagonista, la star. È lei l’unica che abita un altro tempo, il suo, quello dell’Ottocento, mentre coro e solisti sono i lavoratori del set. Sono in camice (il camice è dei dottori, ma è anche, fino alla seconda metà del Novecento, un attributo di chi lavora in teatro o al cinema). Anche Alfredo è parte di questi lavoratori e Violetta è sola con tutti o sola contro tutti, creatura che tutti celebrano e che tutti usano. Quindi sono partita da uno spazio – il set cinematografico – che conosco bene, ma è una sorta di set astratto, il set dell’anima appunto, dove Violetta ha costruito il proprio mondo.
E l’incontro con Alfredo fa sì che ella rinunci a quel che ha costruito. La mia Violetta non va altrove, ma fa a meno: torna in campagna, alle origini. Ma il suo passato non si può eliminare, incombe su di lei e infatti le ricadrà addosso. Così come quando sradichi una pianta, poi non puoi più rimetterla nel buco che prima occupava, per Violetta non c’è più modo di rimettere le cose come erano prima. Di fatto, abbiamo cercato di raccontare la storia di una bambina, diventata famosa, che cerca di tornare indietro, ma in questo modo sradica quello che aveva costruito e, come un albero, si secca, viene abbandonata.

In che modo ha pensata la figura di Alfredo?
Alfredo è un giovane che viene portato in questo set e a differenza di altri, che sanno adorare Violetta, non ne è capace: è goffo, cresciuto all’ombra del padre, una figura che può ispirare tenerezza con quel suo essere impacciato di fronte a una situazione in cui tutti sanno cosa fare, meno lui. È un ruolo chiave, perché è colui che provocherà lo sradicamento di Violetta. Verdi, in quest’opera, colloca la felicità dei due amanti fuori campo. Non li vediamo mai felici insieme nella vita quotidiana. Le famose «tre lune d’amore» di cui ci parla Alfredo restano negate al nostro sguardo. Si innamorano e subito cominciano i problemi. Da una parte Violetta, dall’altra Alfredo che, una volta abbandonato, entra nel suo incubo, popolato da tutto ciò che egli si immagina che Violetta possa fare mentre lui non c’è. Alfredo non ce la fa ad amare Violetta e, pian piano, si trasforma nell’ancor più odiosa figura del padre, nonostante i suoi tentativi di liberarsi da quest’ombra.

Senza svelare troppo, come si presenta la scena, oltre al set cinematografico da cui tutto parte?
La scena ha vari strati. All’inizio è un luogo e pian piano si spoglia e si trasforma in un altro, fino ad arrivare alla morte di Violetta. Il primo strato è quello che più cerca di imitare la realtà, e poi diventerà un luogo sempre più simile all’anima di Violetta.

Sarà una Violetta col palmare in mano o con le crinoline?
Traviata è un’opera il cui racconto, rispetto ad altre opere, decide di essere semplice, umano e che scandaglia l’animo di un personaggio, più che raccontare un’avventura: ed è questo ciò che lo rende non contemporaneo, ma fuori del tempo. Pertanto, per me non è possibile ambientare Traviata in un’epoca storica altra: mi pare che questa vicenda possa o venire ambientata letteralmente nell’epoca a cui appartiene o è una vicenda che va al di là delle epoche. Anche il set cinematografico è una sorta di astrazione, non a caso i lavoratori indossano camici, copiati dalla realtà: quando gli operatori li indossavano sopra i propri abiti. L’unica che vive a modo suo e nel suo mondo è Violetta, con il suo costume ottocentesco, di cui, pian piano, si libererà.

Nell’opera vi saranno anche video?
Vi saranno nel primo atto alcune proiezioni, che riproducono le scene che si girano sul set: mentre quelle successive saranno più intime e familiari, come se la mamma di Violetta, da piccola, le avesse girato un filmato.

Quale attinenza ha l’immagine scelta per rappresentare Traviata?
L’immagine scelta evoca le mani di una bambina che sta facendo m’ama non m’ama con una margherita. Il gesto che ha reso famosa Violetta e ci ha permesso di dire che lei è sì Violetta ma è anche una bellissima bambina – come la ha definita Lella Costa – che fa i gesti di una bambina. E in un momento dell’opera riusciremo a vedere attraverso di lei anche quella bambina che è stata.

Due chiavi di interpretazione: una che privilegia la storia d’amore, di gelosia, e di abbandono e l’altra che punta il dito sulla società che prevale sull’essere umano; su quale si orienta la sua visione?
Mi sembra difficile, per me, separare i due piani di lettura: tutte le storie d’amore sono anche storie sociali. 

Quale sentimento suscita in lei Violetta?
Mi commuove. Mi commuove questa bellissima bambina che si trova a dovere vivere in una società così crudele, dove lei oscilla tra gioco e violenza. E solo una bambina è capace di tali estremi.

Note musicali

UN AMORE DISTRUTTIVO
di Francesco Lanzillotta

Amore, passione, violenza, orgoglio, ipocrisia, fedeltà, sono solo alcuni aspetti che pervadono La traviata. La condanna senza appello verso una società borghese, falsa e superficiale; pensate alla frase di Giorgio Germont «di sprezzo degno se stesso rende chi pur nell'ira la donna offende». Incredibile che sia proprio lui a dirla, incredibile che lui non si renda conto di aver fatto la stessa cosa con Violetta. Perché l'offesa può essere esplicita, come quella di Alfredo, ma può essere molto più violenta e lacerante se viene perpetrata in maniera subdola, con quella finta eleganza borghese, quel mondo effimero da cui violetta fugge.
L'amore come sentimento portante, l'amore per la donna, per l'uomo, per il figlio, l'amore sotto tanti punti di vista è però la forza che anima e distrugge La traviata. 
Un manifesto gigantesco di musica italiana, raffinatissimo, elegante ma anche rabbioso e trascinante. La traviata è il nostro DNA, ci identifichiamo in questa musica perché siamo nati con lei, fa parte del nostro sangue, per sempre. 

[la note pubblicate sono state ricevute direttamente dal Teatro Fraschini di Pavia]

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